L38Squat notre amour

Con L38 è stato amore a prima vista, senza dubbi, senza alcuna esitazione. E l’amore è stato proprio in quello sguardo che ciascun aveva costruito nel corso del tempo, sugli accadimenti e sulle possibilità. Uno sguardo nato da percorsi e punti di vista diversi, anche distanti fisicamente, e che ad un certo punto ci ha fatto incrociare, e non poteva andare diversamente. Ci siamo incontrati più di dieci anni fa e la maggior parte di noi prima di allora non conosceva L38 e i suoi meravigliosi abitanti. Ci siamo incontrati perché, senza saperlo, stavamo ragionando e lottando sulle stesse questioni, seppur in contesti diversi. Divers tra noi hanno vissuto o vivono in un ghetto, nelle zone più marginali della Puglia, la Calabria e non solo. Alcun di noi vengono dal Ghana, dal Senegal, dal Mali e da altri paesi di quella parte del mondo. La maggior parte di noi, immigrati e non, negli ultimi anni ha lottato insieme, per ottenere un permesso di soggiorno, per non essere deportat, per poter vivere in una casa vera e per difendere quelle che ci siamo autocostruite insieme. Così come da anni a L38 si lotta contro tutte le galere e in particolare contro i luoghi di detenzione amministrativa delle persone immigrate (oggi CPR). Così come si lotta per avere accesso a una casa, non solo attraverso l’occupazione stessa e la nascita dello squat, ma anche attraverso il continuo sostegno negli anni a tutte le persone che ne hanno avuto bisogno: aprendo le porte dello spazio occupato a chi non sapeva dove andare, aprendo la porta di un appartamento vuoto. Grazie alla rete di relazioni che nel tempo si erano andate creando in quartiere e fuori.Le persone, gli animali, le mura e le stanze di L38 ci hanno accolto nel corso degli anni come nessun mai. In questo paese per le persone immigrate è molto difficile trovare spazio, ed è praticamente impossibile trovarlo sulla base di un confronto alla pari, ma a L38, ancora una volta, è successo l’impossibile. Siamo stat accolti e ospitat perché cercavamo un incontro reale e concreto su delle possibilità di lotta, per continuare a costruirci delle vite migliori insieme. Ci siamo ritrovat, senza ambiguità, non solo sull’antirazzismo, la libertà di movimento e l’odio verso ogni forma di detenzione. Ma anche sull’importanza della vita insieme, sulla creazione di tanti spazi di socialità, liberi dal consumo, pronti ad accogliere ragionamenti, attività, spettacoli, magie…Grazie L38! Ci avete insegnato e dato tanto. Ci avete aperto a pensieri e progetti mai pensati, ci avete messo in contatto con tante altre persone e spazi con cui condividere e costruire insieme la gioia per la lotta. Ci siete sempre stat ogni volta che abbiamo fatto appelli a raggiungerci e sostenerci.

Conosciamo bene il dolore e la rabbia di uno sgombero, perdere tutto e dover ricostruire di nuovo, ma non da capo, non nel vostro caso. Sì è vero, lo squat non c’è più, e non è un aspetto secondario, anzi. Ma sappiamo anche che i luoghi sono fatti di persone e di relazioni, che queste continuano nel tempo e che sarà importante e necessario trovare momenti e spazi dove continuare a ragionare, organizzarci e divertirci insieme.

Porteremo L38Squat ovunque, questa è una promessa.
Rete Campagne in Lotta