Ancora lavoro nero nelle campagne della Valle Scrivia

Ancora lavoro nero, ancora schiavismo e sfruttamento nelle campagne.

Non al Sud, non in Calabria, non in Sicilia, ma nel ricco Piemonte, nell’ Alessandrino, in Bassa Valle Scrivia, a pochi chilometri da Milano.

Dopo le vicende, non ancora risolte, che hanno visto coinvolte le aziende dei Lazzaro, Mauro e Bruno, l’azienda agricola di Balduzzi Fiorenzo e Stefano di Isola Sant’Antonio, l’azienda di Angeleri Francesco di Guazzora – per citarne solo alcune balzate agli onori delle cronache – è stata scoperta un’altra situazione da brivido a seguito di un blitz dell’Ispettorato del Lavoro e dei Carabinieri.

In questo caso, si tratta di una “cooperativa” che occupa una quarantina di braccianti marocchini, una cooperativa di cui non si conosce neppure il nome, facente capo a tal Rachid El Farchiui di Castelnuovo Scrivia. Questi braccianti venivano impiegati, su richiesta dei padroni delle aziende agricole che ne facevano richiesta, nelle campagne dell’alessandrino e del pavese. L’ingaggio era “a chiamata”.

Mercoledì 20 aprile, sono stati convocati nelle caserme dei carabinieri di Castelnuovo Scrivia e di Sale, insieme al referente della cooperativa, anche i lavoratori, tutti in “nero” e senza permesso di soggiorno, trovati a lavorare – stavano piantando pomodori – in due cascine, a Gerbidi e a Piovera.

Il risultato è che oggi, i ragazzi immigrati sono senza lavoro, senza quella misera paga da supersfruttati che percepivano (quando la percepivano) e con il rischio concreto di essere rispediti in Marocco, mentre i padroni se la cavano con il fermo dell’attività per un giorno (forse!), una multa che qualcuno di loro paga, qualcun altro no, qualcuno si dichiara nullatenente. Le aziende continueranno a lavorare con nuovi migranti da sfruttare, continuando a rifornire gli scaffali della Grande Distribuzione!

Poi, tutto cadrà nel più assoluto silenzio. Qualche trafiletto sui giornali, poi il nulla.

Questo sistema omertoso deve finire Il Presidio sarà sempre presente al fianco di tutti coloro che si opporranno a questo sistema di grave sfruttamento in agricoltura e denunceranno le gravi irregolarità subite .….

Non abbasseremo mai la testa!

C’è una legge in Italia, spesso inapplicata, il Testo unico sull’immigrazione all’articolo 18, la quale prevede che, in caso di grave sfruttamento, il lavoratore immigrato ha diritto al permesso di soggiorno. E c’è pure un illustre precedente qui da noi, quello dei tredici braccianti irregolari e senza permesso di soggiorno dell’ azienda Lazzaro Mauro e Bruno che hanno ottenuto tutti il permesso umanitario. Hanno così potuto lavorare, godere dei vantaggi della regolarizzazione e costruirsi un futuro in questo Paese.

Bene, la stessa cosa la vogliamo anche per i ragazzi che hanno avuto il coraggio ultimamente di denunciare lo sfruttamento nelle nostre campagne.

Nei prossimi giorni, apriremo con tutti i soggetti che si dichiarano disponibili, una vertenza ed un confronto con la Prefettura di Alessandria, confronto in cui porremo con forza questa rivendicazione: permesso di soggiorno subito per tutti i ragazzi sfruttati nelle campagne!

Continueremo le nostre lotte, (Cominciamo da questo – togliere) per il rispetto dei diritti di uomini e lavoratori, a partire dal salario spettante e mai corrisposto – o meglio – rubato!

DI SICURO NON CI FERMEREMO. SCHIAVI MAI, ZITTI MAI!

Castelnuovo Scrivia, 26 aprile 2016

Presidio permanente di Castelnuovo S.

 

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