Anche il GasBo sostiene i diritti dei lavoratori e boicotta la Granarolo

Dopo gli ultimi eventi relativi alla GdO emiliano-romagnola anche il GasBo ha deciso di prendere posizione circa alcune questioni. Infatti se la sensibilità rispetto a quanto avviene nei meccanismi convenzionali del mercato, come le logiche di distribuzione e produzione, è un tratto caratterizzante della nascita stessa dei GAS è quanto mai opportuno esprimere ciò che pensiamo a riguardo oggi, vista la vicinanza degli attori coinvolti.

Ma veniamo alla storia. Tutto ha inizio con uno sciopero svoltosi il 29 e 30 di aprile indetto dai facchini del consorzio Sgb che lavorano presso i magazzini Ctl in appalto Granarolo. Le motivazioni di tale sciopero erano semplici, e ci verrebbe da dire: “scontate”.

Come l’applicazione del minimo previsto dal contratto nazionale (ad es. ferie, tredicesima, quattordicesima, permessi e malattie) e l’eliminazione della trattenuta del 35 % dalle buste paga introdotta per “stato di crisi” (stabilita in presenza di straordinari e doppi turni!?). Quest’ultima inoltre, è stata decisa in un’assemblea di soci-lavoratori a cui non tutti i facchini sono stati invitati – mentre, sfruttando il fatto che la totalità di loro fosse migrante, quelli presenti venivano raggirati sfruttando la loro scarsa conoscenza della lingua italiana.

In seguito a queste vicende l’azienda Granarolo, come ogni buona multinazionale che si rispetti, non ha preso posizioni. Forte della propria posizione di “terzietà” rispetto ai meccanismi di appalti e e cooperative ha preferito non rischiare la propria immagine e il proprio bilancio in positivo affidandosi alla logica dello scarica barile.

Quello che agli occhi dei più sensibili potrebbe risultare già grave peggiora ulteriormente in seguito alla rappresaglia che i lavoratori in sciopero, per i propri diritti, hanno dovuto subire. Questi infatti sono stati prima sospesi senza alcuna giustificazione e, in seguito ad altre proteste, sono stati poi licenziati.

Ma la storia non è ancora finita, e sta a tutti e tutte noi scriverla!

Infatti a seguito di questi eventi, tra le varie proteste messe in atto, facchini e solidali hanno lanciato anche il boicottaggio di questa importante azienda.

Proprio alla luce degli eventi e coscienti che fare la spesa significa anche esprimere un proprio giudizio sul mondo che ci circonda e sulle sue dinamiche, il GasBo nel pieno rispetto dei propri principi e valori, come la solidarietà e la sostenibilità, appoggia e rilancia il boicottaggio nazionale dei prodotti Granarolo, per un lavoro più dignitoso, con più
diritti e senza sfruttamento umano e ambientale. Proprio per questi motivi invita tutti e tutte ad avviare, informare, promuovere e organizzare questa importante inziativa.

GASBO – Gruppo di Acquisto Solidale Bologna
Per info:
http://scarichiamogranarolo.noblogs.org/

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